Anche l'edizione 2009 del NonSoleJazz Festival continua nella tradizione dei seminari estivi rivolti a chi vuole conoscere o approfondire i linguaggi del Jazz e della musica improvvisata. Il seminario di vocalità è gestito da Roberta Rigotto, specialista delle tecniche che dal Gospel e lo Spiritual portano alle più moderne tecniche vocali. I seminari strumentali sono organizzati quest'anno in una nuova formula che vede i quattro docenti, Roberto Cipelli (pianoforte), Tino Tracanna (sassofoni), Attilio Zanchi (basso) e Stefano Bagnoli (batteria), alternarsi nella conduzione delle classi al fine di creare un unico multiforme percorso collettivo legato alla musica di insieme. Quest'anno NonSoleJazz Festival dà il caloroso benvenuto a Daniele Carnevali, uno dei più stimati docenti nel campo della letteratura bandistica, che porta allo scoperto il suo amore per il Jazz; nei giorni del Festival preparerà un ensemble orchestrale, che vedrà tra le sue fila alcuni dei migliori giovani musicisti provenienti dai corpi bandistici e dalle formazioni jazzistiche del Trentino. Nello stesso periodo dei seminari, ogni sera concerti e incontri con gli artisti che partecipano al Festival. Un'occasione unica di immergersi completamente nella musica e negli splendidi paesaggi delle valli di Non e di Sole, tra le più belle e suggestive località del Trentino.
Enrico Merlin e Chiara Biondani




giovedì 23 luglio - ore 21:00
Cles, Corso Dante
In caso di pioggia: Teatro Parrocchiale

Encresciadum
A Dream and a Tale



Mito e nostalgia

Il termine ladino Encresciadùm non corrisponde esattamente a “nostalgia”. Tale concetto suona in ladino propriamente come “mal de ciasa”, mentre Encresciadùm indica uno stato d’animo che non è necessariamente rivolto al passato, o comunque determinato dalla lontananza da luoghi, cose, o persone care. Esso si riferisce più ampiamente ad una tensione verso qualcosa di cui si sente la mancanza e che si desidera ardentemente senza averla mai posseduta, attitudine tematizzata nella cultura tedesca con il concetto di Sehnsucht, l’anelito verso l’infinito, la “nostalgia del totalmente altro” (Max Horkheimer). Insomma qualcosa come la “saudade do futuro”, cantata da Caetano Veloso e Teresa Salgueiro in Mistério de Afrodite (Aldo Brizzi).

Encresciadum, sentimento melanconico che induce a desiderare comunque “ancora un sogno e un racconto”: da qui si dipana il filo di un discorso che porta a rivisitare figure e luoghi della tradizione epica del popolo ladino, non per rimpiangere nostalgicamente un improbabile passato, bensì per recuperare la funzione simbolico-allegorica propria del “mito”, di per sé a-temporale e a-storico, quindi eternamente “presente” come espressione delle inquietudini esistenziali dell’uomo e del travaglio stesso della civiltà.

La mediazione è qui fornita da passi e motivi contenuti in opere di musicisti e poeti (primo fra tutti Luigi Canori) che già in passato si sono ispirati al mondo delle leggende dolomitiche, opere ben presenti nella coscienza collettiva della gente ladina, che hanno contribuito a dare dignità letteraria ed artistica alla cultura popolare sottraendola al facile consumismo folkloristico. Motivi riletti nel disincanto del presente, eppure riproposti per lo più nella forma di un dialogo, intimo e partecipato, con quelle stesse figure del mito nel quale ancora oggi si riflette, a tutte le latitudini, l’uomo contemporaneo. Il tutto veicolato dalle note di un linguaggio musicale “altro” rispetto alla tradizione ladina, sviluppatosi per lo più nei contesti urbani del continente nord americano, oggi cifra nobile di un mondo ampiamente globalizzato, il quale tuttavia conserva una componente squisitamente etnica ben riconoscibile, il blues, ovvero la saudade, o se vogliamo l’encresciadùm cantato dagli schiavi di origine africana e dai loro discendenti. Il risultato è al sommo grado un prodotto di contaminazioni: tra passato e presente, fra tradizione e innovazione, tra vecchio e nuovo mondo, fra città e campagna (montagna), mondi e orizzonti che oggi non possono ignorarsi, che tendono inesorabilmente a convergere, a dialogare, a mescolarsi senza necessariamente confondersi. Il jazz ha saputo assimilare e farsi assimilare da tradizioni musicali e culturali di altra origine, dalla vecchia Europa al Brasile emergente: ci prova ora con il ladino, una strana lingua antica, tutt’oggi parlata da una minuscola comunità insediata ai piedi delle Dolomiti.


Fabio Chiocchetti

Silvia Donati (voce), Pietro Tonolo (sax tenore), Roberto Rossi (trombone), Paolo Trettel (tromba), Roberto Soggetti (pianoforte), Marco Privato (basso), Enrico Tommasini (batteria)





venerdì 24 luglio - ore 17:00
Cles, piazzetta C.Battisti
In caso di pioggia: Teatro Parrocchiale

Sovversamba


Composto da percussioni e voci il gruppo attinge il proprio repertorio dal folklore e dall'attualità musicale brasiliana delle scuole di samba e di altri gruppi di strada quali ad esempio i famosi blocchi afro di Salvador de Bahia. Dal samba ai ritmi rituali afro, ijexà, maracatù e barravento, ai più moderni samba-reggae e samba funky, utilizzandoo strumenti tradizionali come repinique, tamborim, surdos, agogos, congas e tanti altri.
Energia e ritmo in parata per le vie piene di fiori del centro di Cles, come destinazione piazzetta C. Battisti, dove inizia il concerto vero e proprio

Direzione: Gilson Siveira & Nicola Pandini




venerdì 24 luglio - ore 21:00
Malé, Piazza Regina Elena
In caso di pioggia: Sala Consigliare del Comune

Chicken Pussy Blues Band


La Chicken Pussy Blues Band unisce le eccentriche personalità di Luca Tocco, Enrico Merlin, Andrea Busico ed Alessandro Motta. Il Blues, relativi derivati e contaminazioni erano per i quattro come un tatuaggio indelebile, che periodicamente raffiorava ogni volta che si trovavano a suonare insieme, qualunque fosse il contesto. Inevitabile quindi la presa di coscienza e la decisione di creare un progetto musicale che partisse dal Blues, ma fosse filtrato attraverso le singole esperienze musicali dei componenti. Per NonSoleJazz Festival 2009, la Chicken Pussy Blues Band propone un percorso musicale che è di per sè un viaggio nel tempo, che parte dal Blues tradizionale ed acustico, per arrivare alle atmosfere del RockBlues e del BluesFunk. Il sound è caratterizzato da una grande dose di improvvisazione, che ne fa una delle Jam bands più interessanti in circolazione.

Luca Tocco (chitarra, voce), Enrico Merlin (chitarra), Andrea Busico (basso), Alessandro Motta (batteria)





Sabato 25 luglio - ore 17:00
Caldes, Piazzale delle scuola
In caso di pioggia: le Contre

Concerto di fine corso degli allievi del Masterclass Soul & Gospel


Docente: Roberta Rigotto




sabato 25 luglio - ore 19:00 / 1:00
Caldes, le Contre

A froggy Day


“Because a man full of fog needs a band full of frogs”
Variegato ed affabile trio di bravi giovani amanti della composizione obliqua e dell’improvvisazione non onanista. Preziosa miscela di età, percorsi musicali, reciproche influenze, maratone di ascolti, nuove scoperte e consapevolezze. Luogo di comunicazione divergente e amicizia. Curioso (ma non meno improbabile) laboratorio strumentale di urgenze rock, slarghi prog, perturbazioni post, soluzioni contromano, asimmetrie speculari, sospensioni, convinta ostinazione e cauti (cautissimi) flirt jazzistici. Alternativi? Non importa.

Gabrio Yarla Gonzalez, Massimo “Il Mix” Cristofolini (basso), Cristiano Conte (batteria)


Maurizio Bestetti Blues Power


Maurizio Bestetti (1952) suona Blues dal 1964. Nel 1970 entra nel gruppo di Cooper Terry e suona con lui per 5 anni, poi si mette alla prova con esperienze diverse quali la musica contemporanea e jazz. Con Gigi Cifarelli e Michele Bozza nel 1978 fonda la "Tre Castelli Blues Band" e con essa suona per un anno intero al Capolinea a Milano. Dopo un'ultima esperienza con Cooper Terry e Blue Phantom nasce la prima Band a suo nome e incide un LP. Collabora con Louisiana Red, Bunny Foy, Tony Scott, Luois Heyes, Aida Cooper. Nel 1994 incontra Gigi Bonomelli e Riccardo Orsi. Nasce così un trio semiacustico che, abbandonate le sonorità hard blues, ripropone quelle più arcaiche caratterizzate da un sapiente utilizzo della Slide e una accurata ricerca ritmica, Blues Power.


Maurizio Bestetti (chitarra, voce), Paolo Boninsegna (basso), Mario Punzi (batteria)





domenica 26 luglio - ore 21:00
Cavareno, Chiesa Parrocchiale

Gospel - Coro Comunità Viva


Direzione: Ivana Rosani
Ospiti: Roberta Rigotto e gli allievi del Seminario di vocalità Soul & Gospel





lunedì 27 luglio - ore 21:00
Denno, Cortile Banal Cova
In caso di pioggia: Auditorium Oratorio

Recital Trio


"Recital Trio", CD pubblicato dall'etichetta abruzzese Wider Look, è un disco composto da brani originali scritti da jazzisti italiani, alcuni - come Mauro Negri - con una carriera internazionale avviata, mentre altri - come la pianista triestina Adriana Vasques, nonostante lo sconfinato talento - ancora poco conosciuti.
Le tracce presenti in questo album, come la parola Recital presente nel titolo testimonia, inquadrano e mettono a fuoco la pratica della composizione e danno valore allo spirito e all'inventiva degli autori scelti. Nonostante ciò, però, il materiale, vario per provenienza, assume una identità propria e personale nell'ispirazione e nel lavoro di arrangiamento del trio, disposto alla contaminazione dei linguaggi e in grado di sintetizzare, nelle improvvisazioni, le proprie esperienza musicali. Nel complesso si può dire, come afferma lo stesso Michele Francesconi, che questo disco sia un invito, chiaro e determinato, "a credere sempre di più nell'inventiva compositiva dei jazzisti italiani".

Elio Marracci per Jazzitalia

Il Recital Trio condotto dal pianista Michele Francesconi non inventa nulla se non l'accadere di un consueto prodigio sonoro, da cui sboccia trepidazione atmosferica, uno sdrucciolare pastoso, sottigliezze circolari, circospetta tensione ed entusiastico modernismo, brioso latin-tinge mitteleuropeo ed escursioni misteriche.

Stefano Solventi per Sentireascoltare

Michele Francesconi (pianoforte), Paolo Ghetti (contrabbasso), Carlo Alberto Canevali (batteria)





martedì 28 luglio - ore 21:00
Malé, Piazza regina Elena
In caso di pioggia: Sala Consigliare del Comune

ARS3


Si sono incontrati per la prima volta in studio per incidere un disco, ma suonando insieme hanno percepito un'affinità musicale tale da sentitre il desiderio di formare un trio stabile. Quello che suonano insieme va la di là delle singole capacità strumentali e questo, quando accade, è l’eterno miracolo e la magia della musica improvvisata. Quando le singole individualità si fondono nel giusto modo tutto sembra scorrere più facilmente e non c’è bisogno di spiegarsi molto o di scrivere delle partiture molto complesse. Tre anni fa il loro prio disco, “Distanze”.

“Distanze” è una festa di improvvisazione e grandi sentimenti. Ultima fatica discografica di Mauro Grossi, gloria labronicissima del pianoforte, cofirmata da un mito del jazz italiano quale Attilio Zanchi al contrabbasso e Marco Castiglioni alla batteria. Il CD è una miniera d’emozioni, è questa l’immediata sensazione che si prova appena aperto il disco, poi esse si fanno più mature appena lo scorrere nelle note dipinge un quadro musicale impressionistico. Mauro Grossi non ha certo bisogno di presentazioni, tuttavia il suo stile compatto, denso di drive, di blues, di ariose armonie e vibranti classici ha subito una straordinaria metamorfosi virando in uno stile elegante e raffinato, un tocco morbido ricco di tenerezza e di sentimenti pressochè nei paraggi e nel ricordo del jazz: Bill Evans. Oltretutto nel trio, che ne appare evidentemente una derivazione, i tre musicisti si divertono un mondo a fare musica insieme, un affiatamento che appare la garanzia di un’ottima riuscita. I tre grandi musicisti non vengono mai ingabbiati da regole fisse e arcaiche, suonano in piena libertà, prova ne sia che hanno optato per l’improvvisazione simultanea e collettiva.

Afo Sartori

Mauro Grossi (pianoforte), Attilio Zanchi (contrabbasso), Marco Castiglioni (batteria)





mercoledì 29 luglio - ore 21:00
Cles, Auditorium Polo Scolastico

Funky Football plays “Bitches Brew”


Registrato nel 1969 e pubblicato l’anno dopo, Bitches Brew di Miles Davis è considerato un punto riferimento nella musica moderna, il capostipite di un quasi-genere che che all’epoca si chiamò «jazz-rock» e che si sarebbe evoluto in qualcosa chiamata «fusion». Miles portò in studio un’orchestra di 13 solisti mai vista prima, con una sessione ritmica ingrandita, tre tastiere elettriche, una chitarra elettrica e tre corni solisti. Il risultato fu il primo «disco d’oro del jazz» in termine di vendite.
Consultando per la prima volta un enorme materiale d’archivio, insieme alle innumerevoli carte raccolte e ordinate dal produttore Teo Macero, e grazie all’accesso alle sessions originali e ai nastri conservati negli archivi della Sony-BMG, Enrico Merlin e Veniero Rizzardi raccontano il «dietro le quinte» dell’album, svelando tutte la fasi della post-produzione: momenti di cui spesso si è sentito parlare nelle cronache del jazz, ma che non sono mai stati ricostruiti in modo così accurato e completo. Si scopre così che la maggior parte del materiale è il frutto di un metodo di lavoro innovativo grazie all’intuizione di Miles di mettere insieme un’orchestra che aveva provato insieme molto poco. Decisiva fu l’abilità del produttore Teo Macero che mise a frutto uno straordinario colpo di marketing: Bitches Brew fu l’esito fortunato del suo bisogno di consacrare un disco al successo insieme alla ricerca di un nuovo linguaggio musicale da parte di Miles.
Fotografie e documenti inediti accompagnano il racconto, dagli ultimi mesi del leggendario «secondo quintetto» di Miles del ’67-’68 fino ai trionfi nel tempio della musica rock al Fillmore East nel 1970. Una cronologia dettagliata ripercorre giorno per giorno i momenti lavorativi e privati di Miles e dei suoi musicisti, una bibliografia aggiornata, una discografia e una sessionografia complete sono fondamentali per tutti gli appassionati.

Bitches Brew. Miles Davis: come si costruisce un capolavoro si inserisce nella tradizione dei libri di successo di Ashley Kahn sugli album che hanno fatto la storia del jazz Kind of Blue e A love supreme.

Enrico Merlin (chitarra, laptop, live electronics), Tino Tracanna (sassofoni), Veniero Rizzardi (laptop), Alfonso Santimone (piano elettrico, laptop), Danilo Gallo (basso), Federico Scettri (batteria)





giovedì 30 luglio - ore 21:00
Malé, Piazza Regina Elena

Paolo Jannacci Trio


Dopo aver pubblicato nel 1999 il suo primo album solista, “Notes”, nel 2004 il disco “Tape 1” e nel 2005 “My tangos”, Paolo Jannacci ritorna a distanza di tre anni con un nuovo progetto discografico intitolato semplicemente “Trio”.
Jannacci, jazzista polistrumentista e diplomato in pianoforte, ha realizzato questo album con il suo Trio formato, oltre che da lui, da Marco Ricci e Stefano Bagnoli.
Classe 1972, Paolo ha collaborato e suonato con importanti musicisti e attori della scena teatrale italiana tra cui Dario Fo, il padre Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Paolo Rossi, Roberto Vecchioni, Pacifico, Massimo Ranieri, Ornella Vanoni e altri ancora.

“Il disco ‘Trio’ mi ha tenuto impegnato molto negli ultimi anni, è nato da un’esigenza naturale: mi sono chiesto cosa fosse giusto fare per arrivare al pubblico, e la strada più breve per arrivare alle persone è stato fare uscire questo disco. Ho fatto molte cose e volevo che la gente capisse davvero quale fosse il mio strumento principale. Quando sei giovane è bello spaziare e sperimentare con molti strumenti, poi però non si può frammentare troppo la comunicazione, non si ha più il tempo che si aveva una volta, siamo tutti più indaffarati e facciamo tutti mille cose perciò bisogna essere diretti il più possibile e fare arrivare da subito ciò che si vuole manifestare. Il trio è nato ufficialmente dall’anno scorso, ma ci conosciamo da dodici anni, sono i musicisti con cui ho suonato con mio padre. Abbiamo deciso di creare questa formazione ed è stata una cosa molto naturale, c’è una legame molto forte con loro, mi hanno aiutato molto. Stefano ha quindici anni di carriera alle spalle e ha suonato con i giganti del jazz italiano ed internazionale, e quando uno li ha sentiti tutti, ti riesce anche a dire ‘Ma Paolino, questa cosa magari non serve, tagliamola’. Diciamo che mi ha aiutato molto a limare un po’ e a rendere il disco più compatto”.

Paolo Jannacci

Paolo Jannacci (pianoforte), Marco Ricci (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria)





venerdì 31 luglio - ore 18:00
Denno, Cortile Palazzo Parisi
In caso di pioggia: Auditorium Oratorio

Concerto di fine corso degli allievi del Masterclass di Musica d'Insieme


Docenti: Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi & Stefano Bagnoli




venerdì 31 luglio - ore 21:00
Denno, Cortile Palazzo Parisi
In caso di pioggia: Auditorium Oratorio

Malastrana Quartet


MALASTRANA QUARTET è un progetto nato per iniziativa del pianista trentino Stefano Raffaelli. Il quartetto elabora composizioni originali difficilmente catalogabili per genere, e che stimolano i quattro musicisti alla continua ricerca di pathos e modalità espressive trasversali e contemporanee.
Ai sassofoni l’energia ed il lirismo di Alan Michael Rosen, grande solista americano che vanta collaborazioni con numerosi musicisti di calibro internazionale, tra quali Jim Hall, Peter Erskine, Enrico Rava, Mina, Mike Stern e Kenny Wheeler.
Al pianoforte ed ambientazioni elettroniche Stefano Raffaelli, musicista, compositore ed arrangiatore sempre curioso ed attento alle nuove possibilità espressive legate allo sviluppo tecnologico in ambito musicale.
Alla batteria il drumming raffinato del newyorkese John Arnold, musicista eclettico e dotato di grande creatività. John ha collaborato con molte “stars” come Chet Baker, Stefano Di Battista, Tony Esposito, James Senese, Bruno Martino, Kenny Garrett, Gary Thomas, Greg Osby, Michael Formanek, John Abercrombie, Carolyn Leonhart, Paul Bollenback, Gary Poulson, Matthew Garrison, John Pattitucci, Larry Goldings.
Completa la formazione il contrabbasso di Flavio Zanon, stabile ed importante riferimento in vari progetti jazz e pop nazionali.

Michael Rosen (sassofoni soprano & tenore), Stefano Raffaelli (piano ed ambientazioni elettroniche), Flavio Zanon (contrabbasso), John Arnold (batteria ed ambientazioni elettroniche)





sabato 01 agosto - ore 15:00
Tuenno, Lago di Tovel
In caso di pioggia: Teatro Comunale di Tuenno

NonSoleJazz Band on the Lake


Direttore: Daniele Carnevali
Laboratorio strumentale: Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi & Stefano Bagnoli




sabato 01 agosto - ore 21:00
Sanzeno, Santuario di San Romedio
In caso di pioggia: Teatro Comunale di Tuenno

Gramelot Ensemble


Secondo quanto scrive un noto critico, è "musica mobile ed aperta, che ondeggia fra jazz e musica popolare, fra regionale e globale, in altre parole tra antico e moderno; è il linguaggio dell'improvvisazione jazzistica e della melodia popolare parlati con la stessa facilità e naturalezza. Tante "lingue", intese come espressioni o idiomi musicali, si fondono nel gigantesco calderone della fantasia emergendo come forme nuove ed antiche, sempre affascinanti".

Simone Guiducci chitarrista e compositore nato a Torino nel 1962, si è messo in luce fin dai primi anni 90 come uno dei maggiori talenti espressi dalla scena jazz italiana; dapprima collaborando per 5 anni al Trapezomantilo di Mauro Negri ed in seguito realizzando da leader diverse uscite discografiche di rilievo internazionale. In particolare con il suo progetto "GRAMELOT", incentrato sul dialogo creativo fra strutture derivanti dal folklore, da una parte, ed improvvisazione jazzistica dall'altra, Guiducci ha avuto occasione di approfondire collaborazioni discografiche e concertistiche con Enrico Rava, Gianni Coscia, Paolo Fresu ,Gianluigi Trovesi, ed altri importanti musicisti della scena internazionale, come Chris Speed, Ralph Alessi, Erik Friedlander, Don Byron, Eberhard Weber.

Simone Guiducci (chitarra), Achille Succi (clarinetti e sassofoni), Fausto Beccalossi (fisarmonica), Ares Tavolazzi (basso), Andrea Ruggeri (percussioni)
ospite: Ralph Alessi (tromba) - Erik Frielander (violoncello)





domenica 02 agosto - ore 17:00
Pellizzano, Piazza Santa Maria
In caso di pioggia: Auditorium Comune

3iO


In uno scenario dove i generi non rappresentano più un vincolo alle possibilità creative di ogni artista, questa formazione segue da subito la direzione del filone più europeo del jazz odierno, strizzando l’occhio verso artisti quali Svensson, Taylor, Ross, Mehldau. La vena compositiva di Maggioni ha posto le basi per un repertorio originale dove si fondono le personali interpretazioni dei suoi compagni d’avventura. Le sonorità in cui questo trio trova il suo miglior equilibrio sono assai evocative senza però tralasciare momenti di spiccata energia, grazie anche ad arrangiamenti intricati. La ricerca timbrica del gruppo non si limita unicamente al classico suono del trio acustico, ma lascia aperti spiragli ad ogni contaminazione.

Richard Carlo Maggioni (pianoforte), Juan Manuel Moretti (basso), Matteo Giordani (batteria)



Alessia Obino Quintet


Il progetto presentato da Alessia Obino nasce dalla sua esigenza di metabolizzare le esperienze fatte in diversi ambiti musicali, passando attraverso la composizione di brani originali.
La sua passione per il jazz e la musica brasiliana unite ad un forte desiderio di conoscere il mondo musicale, costituiscono i presupposti per la formazione di questo quintetto che ha da poco registrato un cd di prossima uscita.
In quest'ottica il repertorio ha preso forma quasi autonomamente, raggruppando brani composti della cantante e composizioni di grandi autori del jazz come T. Monk, C. Mingus e C. Porter, il tutto reinterpretato con quella libertà che permette ad ogni singolo componente del gruppo di esprimersi in modo personale e creativo.

Alessia Obino (voce), Luigi Vitale (vibrafono), Daniele Santimone (chitarra), Alessandro Fedrigo (basso), Carlo Alberto Canevali (batteria)






TUTTI I CONCERTI SONO AD INGRESSO GRATUITO


Direzione artistica: ENRICO MERLIN

Direzione tecnica: CHIARA BIONDANI

Segreteria: MERCEDES LORANDINI

Coordinazione seminari: ROBERTO CIPELLI

Responsabile Logistica e Comunicazione: MASSIMO FAES



Service audio & luci: ADMSERVICE

Documentazione fotografica: GIULIANO DALLAVECCHIA

Documentazione video: MAURO AMATI

Pianoforti: LA BOTTEGA DELLA MUSICA



Staff tecnico e logistico:

Massimo Faes

Stefano Dallaserra

Luca Pichenstein

Marco Verner

Federico Visintainer

Moreno Visintainer